Einaudi
Come il titolo dichiara, questo libro si propone come un promemoria di cose da fare, una serie di indicazioni scritte alla lavagna: «Sale grosso multa carta da regalo posta bollettino tacchi da pagare. Dopo l'esame delle feci guarnizione andare Verano per la cremazione». Fin dalla prima poesia, nel coacervo delle cose pratiche si insinua un filo di inquietudine, l'amore e la morte fanno capolino a scombinare tutti i giochi. È la vita, sempre capovolta, che si presenta inaspettata. Così a poco a poco dalle cose pratiche si passa a questioni esistenziali sempre più cogenti: impasse e rincorse sentimentali, angosce del vivere e del morire, e queste indicazioni operative con i verbi all'infinito diventano paradossali, comiche e tragiche nello stesso tempo. Qualcosa di infantile, il culto della sapienza infantile, e del suo stupore, c'è sempre nei libri di Bajani, e anche in questo: il sottilissimo bilico tra il riso e il pianto, la levità venata di tristezza, la semplicità gonfia di sentimenti complessi. La scrittura dei romanzi di Bajani è sempre stata caratterizzata da una particolare elaborazione ritmica e da un'intensa concentrazione emotiva. Il passaggio alla poesia avviene…