Adelphi
Quando leggo il catechismo del Concilio di Trento, mi sembra di non aver nulla in comune con la religione che vi è esposta. Quando leggo il Nuovo Testamento, i mistici, la liturgia, quando vedo celebrare la messa, sento con una specie di certezza che questa fede è la mia, o più precisamente sarebbe la mia senza distanza tra essa e me determinata dalla mia imperfezione'. Giunta agli ultimi anni della sua vita, Simone Weil volle esporre in una lunga lettera al padre Marie-Alain Couturier i propri convincimenti, per verificarne la compatibilità 'con l'appartenenza alla Chiesa'. La risposta non arrivò mai, e la Weil rimase fino all'ultimo fedele alla sua 'vocazione di essere cristiana al di fuori della Chiesa'. Ciò non deve meravigliare: le tesi qui proposte, nella loro cristallina, categorica chiarezza, sono in realtà una sfida alla Chiesa - forse la più alta fra le molte che ha conosciuto in questo secolo. E innanzitutto una sfida alla pretesa ecclesiale di offrire la verità ultima, rispetto alla quale ogni altra è una rudimentale prefigurazione. Non così per la Weil, che trovava in Platone, nella "Bhagavad Gita" o nel "Tao te ching" le stesse verità, compiutamente espresse, che…