Il rapporto tra questi atti unici e il poemetto "The Waste Land" di Eliot è diretto. In questo senso, la condizione di Cuchulain riflette la condizione dell'uomo, come la riflette il personaggio di Eliot in un terra senza speranza". Così scrive Roberto SaneSi nella sua introduzione ai "Drammi celtici", composti da William Butler Yeats tra il 1904 e il 1939. Al di là delle puntuali corrispondenze tematiche e immagini, la stessa ansia metafisica, la stessa vibrante preoccupazione per le sorti dell'uomo, elementi portanti dell'opera eliotiana, colorano l'atmosfera di questi brevi atti unici che Guanda ripropone oggi in edizione rivista e aumentata. In tale luce il rinascimento celtico, movimento che mirava alla riscoperta delle tradizioni mitologioche e culturali irlandesi, e che ebbe la sua massima fioritura, non scevra di implicazioni politiche, nei primi decenni di questo secolo e proprio con le opere di Yeats, dilata il repechage folkloristico fino a farlo portavoce di uno dei momenti più critici della storia della coscienza europea: il periodo che fu detto, per l'appunto, età dell'ansia. Sul piano della forma i drammi celtici si collocano in una importantissima fase di ricerca…