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Zipper e suo padre

Zipper e suo padre

Joseph Roth

Adelphi

Il narratore di questo romanzo, che Roth presenta come una "cronaca", conosceva bene il vecchio Zipper e suo figlio: aveva condiviso la loro vita in tempo di pace, in tempo di guerra (la prima guerra mondiale), e negli anni dopo la guerra. All'inizio, il giovane Zipper è solo un compagno di classe lentigginoso, che nomina sempre suo padre, come fonte di ogni autorità; e il vecchio Zipper è un uomo piegato dalla fatica dell'enorme passo che ha compiuto: nato proletario, è diventato piccolo-borghese, e ora difende con le unghie la sua conquista, aggirandosi nella sua vita come fra i sedicesimi scompagnati di una enciclopedia popolare. Il vecchio Zipper voleva disperatamente 'sapere', perché pensava che il sapere portasse al successo nella vita: ma la sua vita è rimasta misera, e allora tutti i suoi sogni si depositano sul figlio Arnold. E, come sempre, il figlio non corrisponde ai sogni paterni: rispetto al vecchio, ha "un temperamento più malinconico, un cervello più fino e una pelle meno dura". La somiglianza fra padre e figlio è molto più profonda e misteriosa - e a scandagliarla è dedicato questo amaro romanzo. E' una somiglianza in qualcosa che li sovrasta, e che si può…

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